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Se in casa avete un assistente digitale, e pensate di riuscire a mantenere il controllo della vostra privacy tra le mura domestiche, probabilmente non siete al corrente che i cosiddetti “smart speaker” possono attivarsi non solo quando date loro un esplicito comando vocale, ma anche quando pronunciate espressioni che hanno una certa assonanza con le parole chiave predefinite, rischiando così per finire di essere ascoltati varie volte durante una giornata, e anche quando non ne siete affatto consapevoli. E’ infatti recente la scoperta di Stephen Hall, redattore di 9to5Google, che ha fatto la prova su uno dei tanti dispositivi Android che gli utenti sono abituati ad utilizzare attivandoli con il tipico comando vocale “Ok Google”, e con grande sorpresa l’esperto ha appreso che l’assistente vocale si è attivato con ben 17 parole diverse che, seppur foneticamente somiglianti al comando tradizionale, se ne discostano però lessicalmente in modo significativo, spianando quindi la

I nonni social devono chiedere il consenso dei genitori prima di postare online le foto dei nipotini. Così ha deciso la corte olandese Gederland, che, accogliendo il ricorso della mamma di un minore di 16 anni, ha ordinato a una nonna di rimuovere le foto da Facebook e da Pinterest, fissando una penale giornaliera (50 euro fino a un massimo di 1.000) in caso di ritardo nella cancellazione. La sentenza del 13 maggio 2020, resa nel giudizio C/05/368427 sostiene che non si può applicare il via libera al trattamento di dati per scopi esclusivamente personali, previsto dal Regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679 (Gdpr). Il problema è, infatti, fino a che punto possa arrivare la cosiddetta «esimente domestica» e cioè la deroga alle norme sulla privacy (e, quindi, la deroga all'obbligo del preventivo consenso) per i trattamenti per scopi personali. La sentenza olandese è orientata alla cautela e mette in guardia dal

Se salite sul taxi e durante l’itinerario vi va di scambiare due chiacchiere, oppure incappate in un conducente espansivo sullo stile di Alberto Sordi con la sua Fiat Ritmo gialla "Zara 87" nel memorabile film “Il tassinaro”, prima di lasciarvi andare a parlare di questioni confidenziali informatevi se e quali dispositivi sono installati sull’autovettura per sincerarvi che una videocamera non vi stia riprendendo e magari anche quello che dite non venga registrato a vostra insaputa. Per quanto possa avere dell’incredibile, è proprio quello che faceva la Taksi Helsinki Oy, che è la più grande compagnia di taxi della Finlandia. Il tutto ovviamente senza fornire le dovute informazioni e quindi violando la privacy degli ignari clienti. Senza evidentemente porsi troppe domande riguardo alle implicazioni del Gdpr, a partire dalla necessità di verificare la liceità del trattamento di dati personali e di effettuare una valutazione d’impatto ai sensi dell’art. 35 del Gdpr, nell’estate del

Classe action contro Google da almeno 5 miliardi di dollari. L’accusa rivolta al colosso del web è quella di tenere traccia dell’attività internet degli utenti anche mentre utilizzano la modalità di navigazione in incognito, operando quindi in modo ingannevole nei confronti di milioni di utenti del suo browser Chrome, e violando così la loro privacy. Teoricamente, la modalità di “navigazione privata” dovrebbe consentire agli utenti di navigare in Internet senza archiviare i propri dati, tuttavia, nella citazione in giudizio nel tribunale federale di San Jose, in California, viene invece sostenuto che Google raccoglierebbe segretamente informazioni su ciò che le persone visualizzano online anche quando utilizzano la modalità di navigazione in incognito da computer e smartphone, ma anche attraverso plugin e app di siti web come Google Analytics, Google Ad Manager. La strategia di Google mirerebbe a conoscere amici, hobby, cibi preferiti, abitudini di acquisto e persino le “cose più intime e potenzialmente

Se state cercando lavoro e notate che nei questionari delle procedure di selezione del personale vi vengono fatte un po’ troppe domande, e magari qualcuna anche indiscreta, talvolta chi ha il compito di assumervi potrebbe davvero esagerare, rischiando pure una sanzione per violazione della privacy. Secondo uno studio condotto da Wyser, l’80% degli head hunter effettua una ricerca online su ogni persona da cui riceve il curriculum, ma in certi casi neanche spulciare tutti i suoi profili social può soddisfare la smania di sapere ogni particolare sul conto dell’aspirante collaboratore, perciò l’invito ad un colloquio conoscitivo può trasformarsi in una specie di terzo grado con una serie di domande molto dettagliate. Uno degli ultimi casi è quello di una società finlandese che sottoponeva a coloro che si candidavano per essere assunti (ma anche ai propri dipendenti) dei questionari mirati a raccogliere approfondite informazioni della loro privata, con domande sulle credenze religiose, sulle

Nextware Pro entra in una nuova dimensione, supera le i limiti di una applicazione installata su un pc e si affaccia nel mondo Web. Da oggi è possibile fruire di Nextware Pro attraverso un qualsiasi browser Web con il quale potrete accedere ai vostri dati in modo semplice ed efficace. La nostra tecnologia coniuga la semplicità di gestione di un’applicazione web (nessuna installazione in locale, nessuna necessità di gestire gli aggiornamenti, nessuna necessità di gestire il sistema informatico e di preoccuparsi dei backup dei dati) con la potenza di un’interfaccia desktop (molteplici form contemporanei, form ridimensionabili, più funzioni utilizzabili in contemporanea) molto più efficace e sofisticata di quella di una classica applicazione web. Con la nuova piattaforma Web potrete utilizzare Nextware Pro con qualsiasi dispositivo e con qualsiasi sistema operativo, da Windows a MacOS, da Linux ai Chromebook di Google. Chi già utilizza Nextware Pro in cloud potrà fruire della nuova interfaccia gratuitamente,

Rilasciato il nuovo aggiornamento del NextwarePro, il sistema di gestione sviluppato per il Non Profit e con il Non Profit. Nuove Funzionalità: Gestione ordini fornitori: E’ stata modificata la procedura di riconciliazione in modo tale che non superi l’importo dell’imponibile e dell’imposta istituzionale. E’ stato realizzato un nuovo report che espone una riga per ogni report con il riepilogo di tutti gli importi. Stampa ricevute modulo soci/iscritti: La procedura di numerazione è stata modificata in modo tale che, eseguendo la stampa massiva, le ricevute vengano numerate in ordine cronologico di incasso. Stampa giornale definitivo: E’ stata modificata la stampa sintetica del giornale in modo che possa essere utilizzata anche per la stampa definitiva. Anagrafica bambini: E’ stata aumentata la lunghezza del campo note di quest'ultima. Emissione Mav, Rav, crediti per iscrizioni e stampa scadenze: In tutte le funzioni è stata implementata la possibilità di escludere i soggetti anche in funzione del numero di anni di laurea. Gestione

Rilasciato il nuovo aggiornamento del NextwarePro, il sistema di gestione sviluppato per il Non Profit e con il Non Profit. Nuove Funzionalità: Configurazione di analitica: E' possibile impostare filtri multipli per la ricerca dei progetti / centri di costo del primo livello di analitica; questa ricerca è da intendersi aggiuntiva rispetto alla ricerca singola presente fino alla release precedente. Import donazioni: Sono state implementate ulteriori possibilità di import: da bollettino postale in formato CSV e da PayPal in formato CSV. Stampa ordini a fornitore: Sono stati modificati gli elenchi degli ordini a fornitori per esporre le colonne dell’Iva istituzionale e commerciale. Stampa registrazioni: E’ stata implementata una funzione che consente di esportare le registrazioni in formato Excel. Stampa ordini a fornitore: Sono stati modificati gli elenchi degli ordini a fornitori per esporre le colonne dell’Iva istituzionale e commerciale. Gestione riclassificazioni di bilancio: E’ stata implementata una funzione che consente di duplicare le riclassificazioni. Stampa registrazioni: E’ stata implementata

Da quando l'emergenza sanitaria legata al Covid-19 è scoppiata sono stati tantissimi gli interventi del legislatore che si sono susseguiti a una rapidità mai vista prima, e molti di questi hanno avuto ad oggetto o comunque hanno riguardato il diritto alla riservatezza dei cittadini. I provvedimenti sono talmente tanti che risulta ormai particolarmente difficile districarsi tra norme e provvedimenti con contenuti e forme sempre diversi. Proprio per questo motivo diventano sempre più centrali documenti come Faq e linee guida che stanno diventando tipici delle amministrazioni e aiutano ad avere preziosi chiarimenti su questioni pratiche e dubbi interpretativi. In questo quadro si inseriscono le Faq a tema “Covid-19 e Protezione dei dati” pubblicate sul sito del Garante privacy che toccano varie aree tematiche: sanità, scuola, ricerca scientifica e lavoro. Con riferimento a quest'ultimo ambito moltissime sono le conferme che sono arrivate dal Garante e altrettanti sono i chiarimenti. In primo luogo la questione della

Lavorava in modo fin troppo "smart' un impiegato della Banca Comercială Română (BCR) che per cercare di facilitate i clienti nella gestione delle pratiche usava il proprio telefonino personale per farsi inviare tramite WhatsApp le copie di documenti e carte d’identità, anche di minorenni e dei loro rappresentanti legali, contravvenendo però così alle procedure di lavoro interne, motivo per cui l’istituto è stato adesso sanzionato per violazione della normativa sulla privacy. Naturalmente, l’uso di WhatsApp in azienda per la trasmissione di documentazione non è di per sé incompatibile con il Gdpr, e la decisione di adottarlo o meno spetta al titolare del trattamento, che deve valutarne i rischi e le varie implicazioni sulla privacy, specialmente in considerazione degli eventuali trattamenti di informazioni personali relativi a minori, con un occhio particolarmente attento sulla trasparenza e le informazioni da fornire agli interessati, disciplinandone inoltre l’utilizzo con specifiche misure di sicurezza organizzative e procedure a cui